Come nasce un vino che ha fatto il giro del mondo
Il Marsala è un vino fortificato nato nella campagna a sud di Trapani e legato fin dall'origine al commercio marittimo. Alla fine del Settecento furono mercanti inglesi stabiliti in città a intuire che il vino locale, addizionato di alcol, poteva affrontare lunghi viaggi per mare senza deteriorarsi. Nel 1833 Vincenzo Florio avviò la propria produzione entrando in concorrenza con le aziende britanniche, e negli stessi decenni famiglie come gli Ingham e i Whitaker investirono nel territorio, trasformando Marsala in un distretto vinicolo conosciuto in tutta Europa.
Il riconoscimento formale arriva molto dopo: il Marsala è stato il secondo vino siciliano a ottenere la Denominazione di Origine Controllata, nel 1969, mentre il consorzio di tutela, nato per iniziativa dei produttori nel 1963, è stato riconosciuto dal ministero nel 2003. L'area di produzione coincide con la provincia di Trapani, con l'esclusione dei territori di Alcamo, Favignana e Pantelleria: significa che le vigne del Marsala cominciano a pochi minuti di auto dalla villa, lungo le strade che scendono verso la laguna.
Oro, ambra, rubino: capire le tipologie
Chi entra in una cantina per la prima volta si trova davanti un'etichetta con più informazioni del previsto. Il Marsala si classifica prima per colore: oro e ambra, da uve bianche, e rubino, da uve a bacca rossa. L'ambra deve parte del colore al mosto cotto, che porta con sé note di caramello e zucchero bruciato, mentre nell'oro il mosto cotto non è ammesso. A questo si aggiunge il grado zuccherino, che distingue le versioni secco, semisecco e dolce.
Il terzo criterio è l'invecchiamento, ed è quello che cambia di più il bicchiere. Il Fine richiede almeno un anno, il Superiore almeno due, il Superiore Riserva quattro; il Vergine, chiamato anche Soleras, almeno cinque, e nelle versioni Stravecchio o Riserva arriva a dieci. Il Vergine è la categoria più rigorosa: niente mosto cotto né mistella, solo vino base e alcol, affinato in botte e sempre secco. È il Marsala che sorprende chi lo conosce soltanto come ingrediente da cucina.
I vitigni: grillo, catarratto, inzolia e gli altri
Le uve bianche storiche del Marsala sono grillo, catarratto, inzolia e damaschino. Il grillo, oggi il più celebrato, non è antichissimo: è il risultato di un incrocio fra catarratto e zibibbo realizzato nell'Ottocento da Antonino Mendola. Il catarratto, a lungo considerato una varietà da quantità, sta vivendo una riscoperta grazie a produttori che ne valorizzano freschezza e sapidità. Sono uve nate per un clima caldo e ventilato, con terreni spesso sabbiosi e a poca distanza dal mare.
Negli ultimi decenni molte aziende della zona hanno affiancato al vino fortificato una produzione di vini fermi. Dagli stessi vitigni bianchi nascono etichette secche, agrumate e saline, adatte al pesce che si mangia da queste parti; fra i rossi si incontrano il nero d'Avola e il perricone. Restando in provincia, a Pantelleria, lo zibibbo dà vini dolci e passiti dal profilo completamente diverso. Un percorso di assaggio ben costruito può quindi partire dal secco e chiudere con il dolce.
Visitare una cantina con criterio
La zona fra Marsala, Birgi e Petrosino è punteggiata di aziende che accolgono visitatori, dalle grandi cantine storiche con i lunghi magazzini di botti alle realtà familiari con poche etichette. Quasi ovunque la visita va prenotata in anticipo, soprattutto in estate e nei fine settimana, e dura in media un'ora o poco più fra vigna, cantina e degustazione. Conviene chiedere in fase di prenotazione se sono previsti abbinamenti gastronomici e se i percorsi sono adatti a passeggini o a chi ha difficoltà di deambulazione.
Due accortezze pratiche. La prima riguarda la guida: la degustazione prevede più assaggi e serve stabilire prima chi si mette al volante, oppure prevedere un servizio di trasporto. La seconda riguarda i periodi: durante la vendemmia, indicativamente fra agosto e settembre, le cantine sono in piena attività e alcune visite vengono ridotte o sospese, mentre in altri momenti dell'anno gli orari sono più flessibili. Le informazioni aggiornate si trovano sempre sui siti delle singole aziende.
Il Marsala racconta la storia commerciale di questo angolo di Sicilia meglio di qualsiasi museo, e i vini fermi della provincia mostrano quanto il territorio sia cambiato negli ultimi trent'anni. Per orari di apertura, modalità di prenotazione e calendario delle degustazioni conviene consultare i canali ufficiali delle cantine e del consorzio di tutela, che restano la fonte più affidabile.
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