Il centro storico di Trapani con le cupole e le palme del lungomare
Il centro storico di Trapani con le cupole e le palme del lungomare

Una città stretta tra due mari

Trapani occupa una sottile lingua di terra che si allunga verso ovest, con il porto da un lato e il mare aperto dall'altro. Il nome antico della città, di origine greca, richiama la forma di una falce: è esattamente il disegno del promontorio su cui si è sviluppato il nucleo storico. Da Le Giarre, a Marausa, il centro dista una quindicina di chilometri lungo la costa: in genere si arriva in poco più di venti minuti di auto, passando accanto alle saline.

Il centro storico si visita solo a piedi, e questo è un vantaggio: le distanze sono brevi e in una giornata si riesce a vedere quasi tutto senza fretta. Conviene lasciare l'auto nella zona del porto o nei pressi dei giardini pubblici di Villa Margherita e poi imboccare uno dei tre assi principali, corso Vittorio Emanuele, via Giuseppe Garibaldi e via Torrearsa, che dividono il tessuto antico in isolati regolari.

Un dettaglio utile per orientarsi: il lato affacciato a nord, sul mare aperto, è quello delle mura e delle passeggiate panoramiche, mentre il lato sud ospita il porto, gli imbarchi per le isole e la stazione marittima. Tenendo a mente questa doppia esposizione è difficile perdersi, anche perché il tessuto antico è largo poche centinaia di metri da una parte all'altra.

Il barocco del corso e le chiese

Il corso Vittorio Emanuele è il salotto della città. Lo chiude Palazzo Cavarretta, conosciuto anche come Palazzo Senatorio: la facciata barocca, costruita nella seconda metà del Seicento, è scandita da statue e sormontata da due orologi, e da sola vale la sosta. Poco distante si apre la Cattedrale di San Lorenzo, con il portico che affaccia sulla strada e l'interno luminoso a tre navate.

Lungo lo stesso percorso si incontra la Chiesa del Purgatorio, che custodisce i venti gruppi scultorei dei Misteri portati in processione il Venerdì Santo. Fuori dalla Settimana Santa le statue restano esposte all'interno della chiesa: è un'occasione per osservarle da vicino, con calma, e per capire quanto lavoro artigianale ci sia dietro ciascun gruppo. Merita una deviazione anche la Chiesa di Sant'Agostino, con il suo rosone, affacciata su una piazzetta raccolta.

La Giudecca, le mura e la Torre di Ligny

Spostandosi verso via Giudecca si entra in quello che fu il quartiere ebraico della città. Il Palazzo della Giudecca, riconoscibile per il bugnato a punta di diamante e per la torre, è uno degli edifici più fotografati di Trapani e racconta una stagione urbana diversa da quella barocca del corso.

Proseguendo verso la punta estrema si cammina lungo le mura affacciate sul mare fino alla Torre di Ligny, costruita nel Seicento come torre di avvistamento e oggi sede museale con materiali archeologici. Dalla terrazza lo sguardo si apre sulle Egadi e, nelle giornate limpide, si distinguono nettamente Favignana e Levanzo. Guardando invece verso il porto si vede l'isolotto della Colombaia, con la sua fortificazione, uno dei simboli più riconoscibili della città.

Il Museo Pepoli e il santuario dell'Annunziata

A qualche minuto dal nucleo antico, verso la periferia orientale, si trova il Museo Regionale Agostino Pepoli, allestito in un ex convento carmelitano di impianto trecentesco. Le collezioni comprendono sculture, dipinti, argenti, maioliche, presepi e soprattutto i manufatti in corallo che hanno reso celebri le botteghe trapanesi tra Seicento e Settecento.

Il museo è addossato al Santuario di Maria Santissima Annunziata, dove è custodita la statua marmorea della Madonna di Trapani, meta di devozione da secoli e cuore delle celebrazioni cittadine di agosto. La cappella che la ospita fu completata nel Cinquecento dai Gagini, una delle grandi famiglie di scultori attive in Sicilia.

Come chiudere la giornata

Nel tardo pomeriggio conviene tornare verso il mare: la piazza dell'ex mercato del pesce, con il suo emiciclo affacciato sull'acqua, e la passeggiata lungo le mura di tramontana sono i punti migliori per vedere il tramonto. In estate è anche l'ora in cui la città si anima, dopo il caldo del pomeriggio.

Meritano una sosta anche i giardini di Villa Margherita, all'ingresso del centro, e le vie laterali dove si incontrano i laboratori artigiani. Trapani resta una città di lavoro più che una città-vetrina, e questa è forse la sua caratteristica più piacevole: si visita senza la sensazione di attraversare uno scenario costruito per i visitatori.

Sul piano gastronomico Trapani ha una sua identità precisa: le busiate con il pesto alla trapanese, il cous cous di pesce, il sale marino delle saline vicine, i dolci di mandorla. Il rientro a Marausa richiede poco più di venti minuti, quindi la giornata può allungarsi tranquillamente fino a sera senza preoccuparsi degli spostamenti.

Gli orari di musei, chiese e siti monumentali cambiano con la stagione e possono variare in occasione delle festività: prima di programmare la giornata conviene verificare aperture e biglietti sui canali ufficiali del Comune di Trapani e delle singole strutture museali.

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